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L'INTERVENTO NELLE
SCUOLE
Il Cospe, in quanto organizzazione non
governativa nata per progetti di cooperazione, fin dal 1983 ha
condotto nelle scuole una forte azione di sensibilizzazione alle
problematiche degli squilibri fra Nord e Sud del mondo e
dell'antirazzismo attivo.
Alla fine degli anni '80 un numero sempre crescente di bambini
d'origine straniera, collegati ai flussi di immigrazione, ci ha posti
di fronte alla necessità di allargare il tipo di intervento nelle scuole e fu
così che la nostra presidentessa di allora, Luciana
Sassatelli, dette l'impulso per avviare interventi in
questo settore.
In seguito all'approvazione da parte
della Cee di un primo progetto triennale per la diffusione della
multiculturalità nelle scuole e nelle USL, il Cospe ha avviato nel
1990 un intervento in tre regioni: Toscana, Emilia Romagna e Umbria.
L'intervento si è basato fin dall'inizio su due moduli in
particolare, che sono quelli sulle cui formule
sperimentate continuiamo a lavorare: da una parte
laboratori bilingue per gli allievi d'origine etnica minoritaria (inizialmente
soprattutto cinesi, ed oggi allargati agli
allievi arabofoni, albanesi, rom, che costituiscono i gruppi
linguistici maggiormente presenti nelle scuole delle zone
in cui il Cospe interviene, ai quali una riflessione
sulla lingua italiana e materna permette di mantenere la
propria lingua madre e di accelerare i tempi dell'apprendimento
dell'italiano. Il secondo tipo di interventi ha luogo in
classi al completo, con percorsi interculturali che
vengono di volta in volta ideati e calibrati a seconda
della fascia d'età (interveniamo dalle materne alle
superiori), della composizione etnica della classe, della
disponibilità degli insegnanti a collaborare alle varie
fasi dell'intervento.
A tutt'oggi siamo intervenuti con varie
migliaia di allievi stranieri e nelle rispettive classi al
completo, facendo tesoro delle esperienze raccolte
nella collaborazione con centinaia di insegnanti che
hanno partecipato in modo interattivo ai nostri corsi di
aggiornamento, alle esperienze nelle classi ed alle équipes di
elaborazione di materiali didattici trasferibili anche ad altre
realtà.
Dopo vari
interventi finalizzati alla prevenzione dell'abbandono
scolastico, siamo giunti nel ' 96 alla messa in opera del nostro primo progetto transnazionale
Socrates, finanziato dall'Unione Europea, con il
partenariato ed il contributo della Regione Toscana e del
Ministero della Pubblica Istruzione - Direzione Scambi Culturali.
Il titolo del progetto era "MEET -
La multimedialità per la multiculturalità" ed il suo taglio era di tipo
linguistico: tutte le attività e i materiali
multimediali realizzati prevedevano cioè un
approccio di tipo linguistico sia come diritto di
acquisire l'italiano come seconda lingua, sia come
approccio all'interculturalità per autoctoni e
migranti perseguita attraverso le lingue e i linguaggi.
Il secondo progetto Socrates - Comenius
Azione 2 approvato al Cospe dalla Commissione CE "Me Too, Anch'io
- la multimedialità per il plurilinguismo e la multiculturalità
nelle scuole" è oggi al suo terzo anno, con un partenariato
nazionale e transnazionale molto attivo.
Una équipe formata dagli insegnanti delle scuole e degli
istituti partner toscani e i partner olandesi, francesi,
belgi e inglesi collaborano alla realizzazione dei molti
materiali didattici bilingue previsti dal progetto.
Contemporaneamente aumenta il numero di scuole e di enti
(Comuni, Quartieri, Associazioni...) che chiedono a
livello non più solo toscano ed emiliano al Cospe di
collaborare alla realizzazione di corsi di aggiornamento
e di interventi sui temi citati:
- educazione allo
sviluppo
- antirazzismo
- laboratori bilingue
-
laboratori interculturali
- aggiornamento per personale docente e
non docente
- produzione di materiali didattici
La collaborazione con la Casa editrice
Vannini di Brescia garantisce oggi che tali materiali vengano
pubblicati e diffusi in modo più vasto.

IL
DIRITTO ALL'ISTRUZIONE E LA DIFFUSIONE DELL'INTERCULTURALITA'
-
-
- Il diritto all'istruzione in quanto tale, per
tutti, indipendentemente dall'origine, è affermato già nella stessa
Costituzione italiana, è tuttavia ancora difficile che i figli dei
cittadini d'origine minoritaria ne usufruiscano appieno.
-
- Strategie di successo in questi ultimi dieci anni
sono state sperimentate, verificate e diffuse - e in questo ambito il
Cospe è all'avanguardia a livello nazionale - ma ad ogni nuovo arrivo
dai vari paesi d'origine, la stragrande maggioranza delle scuole e
delle istituzioni reagiscono come se si trattasse di un'emergenza
estemporanea.
-
- Le istituzioni tardano a prendere coscienza del
fatto che sempre più le scuole diventano multietniche e
multiculturali e che
questa è una tendenza irreversibile; tardano così a fornire risposte
operative e finanziarie che tengano conto delle esperienze positive e
degli strumenti legislativi che sono invece piuttosto avanzati.
-
- Dalla fine degli anni 80 il Cospe utilizza lo
strumento della ricerca/azione per mettere a punto le modalità
ottimali per l'inserimento scolastico, per creare un tessuto di
dialogo e confronto interculturale, per garantire quanto più
possibile pari diritto di accesso all'istruzione, pari
opportunità di successo scolastico per i figli di cittadini di
origine minoritaria e prevenzione dell'abbandono scolastico.
-
- Le azioni dirette con gli allievi d'origine
minoritaria si sono basate fin dall'inizio su moduli e su metodologie
sperimentate con successo: i laboratori bilingue per gli
allievi, ai quali il continuare a studiare la lingua materna permette
sia di accelerare i tempi dell'apprendimento dell'italiano, compresi i
linguaggi specialistici necessari per studiare anche le varie materie
(elemento imprescindibile per un reale successo scolastico) sia di
mantenere una relazione positiva con le famiglie d'appartenenza, sia
di sentirsi apprezzati da un punto di vista culturale e sociale.
-
- Le azioni dirette con le classi al completo si
basano su laboratori e animazioni interculturali e di educazione
all'antirazzismo, che hanno l'obiettivo di creare un tessuto
scolastico accogliente e sereno e di insegnare agli allievi a
relativizzare punti di vista eurocentrici o italocentrici, quali la
visione parziale, distorta, pietistica dei Paesi del Sud, proposta
dalla maggior parte dei libri di testo.
-
- L'aggiornamento con il personale docente e non docente ha lo scopo
di divulgare contenuti e metodologie con successo e di verificare
anche in assenza di esperti bilingue e di animatori interculturali la
trasferibilità di quanto sperimentato.
-
- La produzione di materiali didattici e di
testi sulle metodologie adottate ha lo scopo di trasferire le
esperienze positive e di divulgare strumenti e modalità d'inserimento
per uscire da una logica emergenziale.
-
- Altro elemento chiave è una progettazione
congiunta con le famiglie degli allievi d'origine minoritaria ed
una condivisione degli obiettivi formativi e del carico di studio. Il
coinvolgimento delle famiglie è molto importante anche perché spesso
queste si trovano a dipendere dai figli linguisticamente e per capacità
di comprensione della società di accoglienza: ciò determina un
pericoloso capovolgimento di ruoli, la perdita di autorevolezza da
parte dei genitori ed incentiva un senso di insicurezza nei bambini e
nei ragazzi. La mancanza di stima sociale e culturale delle loro
famiglie provoca in particolare in molti adolescenti una demotivazione
allo studio ed una pericolosa bassa autostima.
-
- La lentezza dei percorsi didattici e la conseguente
necessità di verificare in tempi lunghi la validità delle proposte,
la vastità e la varietà dell'argomento rendono la continuità dei
percorsi intrapresi nei progetti con le scuole un elemento ancora
più fondamentale di quanto lo sia in altri ambiti progettuali,
-
- In questi ultimi anni il Cospe è stato
particolarmente attento a cogliere le opportunità offerte dalle nuove
tecnologie multimediali, che permettono di proporre laboratori
virtuali, di facile accesso ed utilizzo, economici e a rapida
diffusione, sia tramite la produzione di Cd-Rom e video, sia tramite
l'uso di Internet. I materiali multimediali prodotti o in corso di
realizzazione prevedono l'utilizzo di metodologie interculturali ed un
approccio linguistico, inteso sia come diritto di parlare la propria
lingua madre, sia come diritto di acquisire l'italiano come seconda
lingua. Internet, come tutte le nuove tecnologie, può divenire nuova
frontiera di esclusione così come può essere un utile strumento
democratico, di discussione e interazione.
-
- Agli obiettivi di scambio e network qui citati, si
aggiunge la promozione dei gemellaggi con le scuole di provenienza
degli allievi d'origine minoritaria ed il tentativo di costituire reti
di scuole collegate a livello nazionale ed europeo, che rispondono
anche all'obiettivo di diminuire i traumi per gli allievi derivanti da
una forte mobilità scolastica, garantendo per quanto possibile anche
una continuità didattica a distanza ed una continuità affettiva ed
emotiva con i compagni e gli insegnanti delle varie classi
frequentate.
-
- I laboratori con gli allievi d'origine minoritaria
diventano spesso il momento in cui questi denunciano aggressioni
subite (all'interno o all'esterno della scuola) o un generale senso di
abbandono o addirittura l'impossibilità di accedere all'istruzione
scolastica: è fondamentale monitorare le discriminazioni
episodiche o sistematiche in modo da contrastarle e da programmare
interventi anche sul territorio e in altri momenti d'aggregazione
sociale e culturale, allargando l'indispensabile rapporto fra
scuola e territorio.
-
- da:
- "Documento di
analisi dei principi, delle strategie e delle attività del Cospe"

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