| da:
Marco
Marigo - Cospe, Coordinatore Laboratori Bilingue |
| ricevuto il:
17 giugno 2000 |
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| Gemellaggi
per coinvolgere le famiglie |
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Una esperienza risultata molto coinvolgente per le famiglie è stata
l'attivazione di gemellaggi con scuole delle zone d'origine degli
allievi. La visita alle scuole dove studiano oggi i bambini e i
ragazzi arrivati da poco in Italia, è stata per loro di stimolo ad
apprezzare come la scuola italiana tiene in considerazione la loro
lingua e cultura d'origine ed ha spinto molti genitori ad avvicinarsi
in un modo nuovo alla scuola, sentendo di avere voce in capitolo, con
la certezza di essere ascoltati. Anche per gli insegnanti italiani,
l'incontro con insegnanti e capi d'istituto delle scuole d'origine dei
loro nuovi allievi, ha aperto nuovi orizzonti e mostrato come il
"muro d'incomunicabilità" fra scuola e famiglia in realtà
dipende più dalla mancanza di strumenti ed occasioni che da una non
volontà d'incontro da parte delle famiglie stesse. Parole d'ordine
sono: continuità didattica anche a distanza e progettazione di nuovi
materiali e percorsi didattici bilingue.
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| da:
Ubel
Van Dijk – ABC – Amsterdam |
| ricevuto il:
16 maggio 2000 |
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| Allievi
marocchini |
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Anche nei Paesi Bassi abbiamo comunità marocchine. Nelle grandi città,
nel cosiddetto Randstad (Amsterdam, Rotterdam, Den Haag e Utrecht) ci
sono grandi comunità e scuole con quasi il 100% di allievi turchi e
marocchini. In passato abbiamo avuto davvero problemi nel coinvolgere
i genitori nella vita scolastica. Le cose sono cambiate in senso
positivo. Hanno avuto luogo ogni tipo di diverse azioni. Nel
1998 andai in Marocco con una scuola di base per un viaggio di studio.
Fui sorpreso di vedere che molti genitori là erano veramente
coinvolti nell’educazione dei loro figli. Ogni scuola che abbiamo
visitato aveva dei gruppi di genitori veramente attivi. Mi stupisce
che sia così diverso nelle situazioni di emigrazione nei Paesi
europei. O è diverso in altri paesi d’Europa?
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| da: Evert-jan
Hoogerwerf – Coord.
attività transnazionali Progetto Socrates Me too |
| ricevuto il:
27 aprile 2000 |
Stiamo lavorando in una scuola di Angola D’Emilia,
a 10 Km da Bologna. La scuola ha allievi di varia origine etnica. Il
gruppo più numeroso è di marocchini. Assieme alla Direzione scolastica
siamo riusciti a stabilire un qualche contatto con i genitori marocchini,
coinvolgendo un mediatore culturale. L’organizzazione di un cous-cous
party è sembrata una delle possibilità, ma è chiaro a tutti che questo
dev’essere solo l’inizio di un contatto più proficuo. Vorremmo che i
genitori fossero più coinvolti nel complesso dell’andamento scolastico
dei loro figli, facendo da ponte fra la cultura familiare e la cultura
scolastica. Spesso la risposta è: “La scuola può fare ciò che
considera il meglio, a casa decido io il meglio per mio figlio”.
Qualcuno ha dei suggerimenti?
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