| INTERCULTURA |
|
|
Le ondate migratorie che interessano in maniera sempre più consistente anche l'Italia, hanno evidenziato la tematica della convivenza fra gruppi di persone di diverse culture e nazionalità. I movimenti demografici, ormai di dimensione planetaria, le cui complesse cause economiche, sociali e politiche rimandano sostanzialmente agli squilibri fra Nord e Sud del mondo, provocano rimescolamenti etnici e portano un numero sempre più consistente di persone a misurarsi con usi, abitudini, costumi, religioni, lingue... diversi fra di loro. La nostra società in futuro non potrà che essere multiculturale ed un ruolo fondamentale spetta alla scuola, luogo di formazione ed educazione delle nuove generazioni che vivranno in questa società. In particolare, nella programmazione di percorsi didattici e nella costruzione di strumenti per un'educazione di tipo interculturale il Cospe cerca di tenere conto di alcuni obiettivi imprescindibili: - prevenire fenomeni di pregiudizio e/o intolleranza razziale - favorire l'inserimento scolastico degli alunni appartenenti ad etnie minoritarie - creare una cultura antirazzista nella scuola e sul territorio che vada oltre il concetto di "tolleranza" - promuovere iniziative che colleghino il più possibile l'ambito scolastico e quello territoriale - promuovere una didattica improntata all'interculturalità - fornire ad insegnanti e formatori strumenti per rilevare le reali competenze degli allievi di etnie minoritarie, calibrare gli interventi formativi ed evitare il più possibile abbandoni ed insuccessi scolastici - progettare insieme ad insegnanti e formatori percorsi didattici interculturali - promuovere le pari opportunità di successo scolastico per gli allievi figli di cittadini immigrati, fornendo materiali e strumenti per lo studio delle materie extralinguistiche - valorizzare le varie culture, partendo dal presupposto che non ne esiste una "superiore" alle altre - abituare al decentramento del punto di vista e alla sbanalizzazione dell'ovvio - avviare alla contestualizzazione di conoscenze, valori e codici - valorizzare nelle scuole l'importanza dello studio di seconde lingue, siano esse europee o extraeuropee. Se questi sono obiettivi indispensabili ma ancora generali, molto più precisa è l'impostazione metodologica degli interventi del Cospe in tema di educazione interculturale. Su questo piano è molto più facile, forse, dire cosa va evitato che non dare ricette. Senz'altro occorre evitare, nella scelta dei temi, il folklore fine a se stesso, la curiosità per singoli aspetti di una cultura vissuti come "strani" e "inverosimili", il moralismo di chi presume di essere superiore e di dover sempre insegnare qualcosa. Così pure è sbagliato ridurre il confronto fra aspetti di culture diverse alle differenze fra individui: qualsiasi tema si scelga, il confronto a due e diretto va sempre evitato, perché non è piacevole, al di là delle buone intenzioni, per un bambino - che senz'altro già vive una situazione di grave disagio linguistico - sentirsi al centro dell'attenzione e sotto i riflettori per aspetti che riguardano il suo modo di essere o quello del suo popolo. I temi migliori su cui lavorare sono quelli in cui si valorizzano differenze culturali non soggettive (ad es. le feste, i giochi, le attività lavorative, l'arte, le abitazioni, le misure del tempo, gli spazi individuali e collettivi, le simbologie, le fiabe, ecc.). La scelta più felice è sempre quella che privilegia argomenti in grado di destare interesse in tutti e di agevolare processi di problematizzazione, contestualizzazione e relatività in tutti. In questo senso, un'attività sui linguaggi è preziosa e ricca di risultati perché offre a ognuno pari opportunità di successo: tutti i bambini, qualunque sia la loro originaria appartenenza etnica, hanno modo di confrontarsi con il linguaggio iconico o con quello grafico o con attività di tipo manipolativo o riferito alla propria lingua madre e di raggiungere traguardi positivi che aumenteranno la loro autostima.
|
|
|