HOME PAGE     ITALIANO L2 - GUIDA ON LINE
    DIRE, FARE, COMUNICARE
QUADERNI OPERATIVI PER L'APPRENDIMENTO DELL'ITALIANO SECONDA LINGUA
GUIDA PER L'INSEGNANTE :
 
 
F - Suggerimenti e consigli pratici per ogni quaderno 

 

  A scuola
Numeri, forme, colori
  Animali e piante
Come sei vestito oggi?  
  Io, tu, noi……  
Che lavoro farò da grande?  
Che cosa mangiamo oggi?  
  Giochiamo insieme?
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

 

 

 

 
 
 
A scuola
 
 
Le parole da imparare
 
Nomi: penna, matita, forbici, colla, gomma, astuccio, zaino, quaderno, pennarello, libro, foglio. pennello, temperino, righello, merenda, gesso, banco, sedia, porta, finestra, lavagna, armadio, cestino, cartina, bambino, bambina, maestro/ professore, maestra/ professoressa, direttore/ preside, direttrice/ preside
 
Verbi:  scrivere, cancellare, disegnare, colorare, aprire, chiudere, leggere, prendere - Al presente indicativo prima e terza persona singolare e imperativo seconda persona singolare.
 
Situazioni comunicative: chiedere un oggetto ( mi dai…per favore), chiedere e rispondere a domande che riguardano, il nome, l'età e la classe frequentata
 
 
 
Cosa c'è nel quaderno
 
Un piccolo vocabolario per immagini;
esercizi per l'acquisizione della lettura e della scrittura e per la memorizzazione delle parole;
situazioni comunicative: domande di uso comune;
lettura di semplici frasi;
ricomposizione di frasi;
riconoscere l'elemento mancante;
situazioni comunicative: presentare se stessi.
 
 
Attività di sviluppo
 
Questo quaderno ha lo scopo di stimolare e rinforzare l'apprendimento delle prime parole legate all'ambiente scolastico. Consiglio però di evitare noiosi esercizi di denominazione: è meglio usare la parola da apprendere sempre all'interno di una frase mostrando l'oggetto di riferimento e   l'azione da compiere. Le frasi devono essere semplici, enunciate in maniera lenta e scandendo bene  le parole. In questa prima fase è bene non richiedere la produzione orale: la comprensione sarà verificata facendo eseguire semplici comandi (prendi la penna, cancella, scrivi sul quaderno, ecc.). Le esercitazioni possono avvenire in contesto naturale o artificiale: nel primo caso l'insegnante crea all'interno della classe occasioni per usare in maniera naturale le parole che il nuovo alunno dovrà imparare, ad esempio, può proporre attività di ritaglio o di collage per apprendere "forbici", "colla", "taglia", "incolla"; nel secondo caso l'insegnante simula le situazioni comunicative, ad esempio, chiede all'alunno di prendere la colla, tagliare il foglio e così via. La simulazione serve per verificare l'effettiva comprensione del ragazzo ed eventualmente chiarire alcuni dubbi, ma non può sostituire, a mio parere, la comunicazione naturale. Per gli alunni che già leggono e scrivono, si può organizzare una specie di caccia al tesoro ( anche a piccoli gruppi) nella quale i ragazzi devono aprire e chiudere armadi, porte, libri, zaini e leggere le istruzioni che porteranno al "tesoro" finale. Un'altra attività che piace molto ai ragazzi è quella di costruire piccoli vocabolari che si arricchiscono via via. Se ne possono creare di forme e tipologie diverse: vocabolari solo per immagini o con la traduzione nella L1 o in più lingue; vocabolari collettivi o individuali, attaccati alle pareti dell'aula come cartelloni, confezionati in piacevoli libretti illustrati  o in un quadernino ad anelli personale.
Sarebbe importante far conoscere l'edificio scolastico e costruire, se non esistono già, i cartellini in italiano e in L1 da mettere alle porte degli uffici e delle altre aule, compresi i bagni, la mensa, l'infermeria, la biblioteca, ecc.
Per quanto riguarda la presentazione di se stessi consiglio di non esercitare i bambini facendo chiedere a tutti i compagni l'età, il nome e la classe: è un esercizio noioso perché i ragazzi, generalmente, conoscono già la risposta, ripetitivo, e quindi favorisce solo la memorizzazione meccanica,  e può essere imbarazzante per i più timidi. In questa fase è importante che gli alunni comprendano le domande ed eventualmente rispondano in maniera semplice e naturale (ad esempio alla domanda "come ti chiami?" è sufficiente rispondere "Lucia" e non "Io mi chiamo Lucia")

 

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Numeri, forme, colori.
 
Le parole da imparare
 
Nomi: i numeri da uno a ? ( dipende dall'età dell'allievo); bianco, nero, rosso, rosa, blu, celeste, arancione, giallo, viola, verde, marrone; quadrato, cerchio, rettangolo, triangolo;
 
Aggettivi: chiaro, scuro; quadrato, tondo, rettangolare, triangolare; grande piccolo; sopra, sotto, dentro, fuori; mio, tuo, suo
 
Verbi: essere (presente indicativo prima, terza persona singolare e terza plurale) c'è, ci sono
 
Situazioni comunicative: E' tuo/a……?  Di chi è…….?
 
 
Che cosa c'è nel quaderno
 
Un piccolo vocabolario per immagini;
esercizi per la lettura e la scrittura dei numeri;
esercizi per l'apprendimento del nome dei colori;
una lettura per apprendere le forme geometriche;
esercizi per apprendere dentro/fuori/sopra/sotto; piccolo/grande.
Plurale e singolare di parole conosciute;
il verbo essere;
brevi frasi da leggere.
 
Attività di sviluppo
 
La seconda unità ha lo scopo di chiarire e puntualizzare una parte del vocabolario che si sviluppa spesso in maniera naturale nel ragazzo. Le parole indicanti i numeri, le forme geometriche, i colori sono infatti usati con alta frequenza nella scuola e quindi, se il ragazzo è normalmente inserito nella classe, non sono necessari particolari esercizi di sviluppo. E' chiaro che nelle prime fasi l'insegnante potrà intensificare l'uso di queste parole con apposite attività, in particolare la pittura e il disegno, ma anche la matematica (numerazioni, calcoli..). Per verificare la comprensione dell'allievo è sufficiente porre domande  o dare comandi in contesto comunicativo (es. mi dai cinque fogli?, mi porti il quaderno piccolo? hai una matita rossa?)  prendendo nota delle risposte fisiche o verbali, in modo da individuare le aree sulle quali lavorare ulteriormente. La prima parte del quaderno è dedicata ai numeri: ogni insegnante sceglierà le pagine e gli esercizi di sviluppo in base all'età  dei propri ragazzi. I più piccoli possono contare  matite, pennarelli o fare piccole operazioni (talvolta i bambini e i ragazzi stranieri hanno necessità di comprendere le parole che descrivono i passaggi); i più grandi possono numerare ad alta voce (per due, tre, cinque ecc.), svolgere operazioni o equazioni. Per questo lavoro può essere richiesta la collaborazione della collega dell'area matematica che, in questo caso, dovrebbe controllare l'effettiva comprensione, non solo dei passaggi che portano al risultato esatto, ma anche dei termini utilizzati e questo anche per l'apprendimento delle forme geometriche. A questo proposito è bene tener presente che non tutti i programmi scolastici prevedono la geometria  nelle prime classi della scuola elementare: mentre già i nostri piccoli della scuola materna lavorano con  triangoli, cerchi e così via, ciò può non verificarsi in altri paesi. Per questo è bene non stupirsi se i nostri nuovi alunni hanno difficoltà nello studio della geometria, anche se utilizziamo metodi che partono dalla realtà quotidiana (es. ricercare le forme geometriche negli oggetti).
Per quanto riguarda l'apprendimento del nome dei colori  gli insegnanti potranno organizzare attività di pittura o comunque attività che richiedono l'uso di materiale colorato (anche cartoncini, carta per origami). E' consigliabile coinvolgere tutta la classe con lavori a gruppi o in coppia e quindi può essere richiesta la collaborazione dell'insegnante dell'area artistico- espressiva.
L'apprendimento dei termini sopra/sotto ecc. per i bambini più piccoli, ma anche per i più grandi, può essere fatta attraverso piccoli giochi in palestra o in classe. In palestra possiamo costruire percorsi nei quali si chiede di passare sopra, sotto, dentro, fuori a determinati  attrezzi o mettere fuori/dentro la palla e così via; chiaramente è bene sempre accompagnare gli esercizi con la verbalizzazione.  In classe si possono organizzare piccoli giochi nei quali si chiede di ricercare gli oggetti che sono stati messi sopra, sotto, dentro o fuori  lo zaino, l'armadio, il banco e così via. I bambini possono disegnare in seguito le varie posizioni degli oggetti e/o delle persone che hanno osservato durante i giochi, scrivendo sotto semplici frasi (del tipo "il libro è sotto il banco").
Nella parte  finale si trovano alcuni esercizi per l'apprendimento del plurale e del singolare dei nomi. Questi esercizi sono riservati ai bambini  dai 9/10 anni, alcuni, e dai 10/11 anni, altri. Sono stati messi quasi all'inizio del percorso di apprendimento, ma  la marcatura del numero appartiene a quelle strutture linguistiche che vengono apprese molto più tardi. Perché, allora, è stato scelto di inserire questi esercizi così precocemente? I bambini e i ragazzi, da subito, si trovano ad ascoltare e a leggere parole singolari e plurali: viene naturale domandarsi, soprattutto da una certa età in poi, come "funziona" nella lingua italiana. Aver messo questi esercizi non significa però chiedere ed aspettarsi una produzione corretta che sarà raggiunta più tardi, soprattutto nel parlato spontaneo; questi esercizi servono semplicemente per portare l'attenzione degli alunni sulla flessione dei nomi: alcuni di loro, ad esempio i bambini cinesi, provengono da lingue non flessive e dunque possono restare disorientati dal fatto che lo stesso nome può presentarsi con vocali finali diverse  (penna, penne). La conoscenza della regola  non ne garantisce la corretta applicazione, ma può fornire alcune risposte ai problemi  metalinguistici che l'alunno si pone.

 

 

 

 

 

 

 
 
 
 
 
Animali e piante  
 
 
Le parole da imparare
 
Nomi: topo, bufalo, tigre, coniglio, cammello, serpente, cavallo, pecora, scimmia, gallo, cane, cinghiale, gatto, mucca, maiale, tartaruga, rana, farfalla, uccello, pesce,   scoiattolo, mosca, ragno, ape, leone, elefante, giraffa, ippopotamo, rinoceronte, zebra, orso, panda, lupo, delfino, squalo, balena, drago; albero, foglia, fiore, funghi; campagna, montagna, lago, mare; coda, zoccolo, zampa, corna, muso, becco, ali; tronco, ramo, radici; ovipari, vivipari ,carnivoro, erbivoro;
Aggettivi: davanti/dietro, sopra/sotto, dentro/fuori, aperto/chiuso, piccolo/grande, alto/basso, lungo/corto, pulito/sporco, grasso/magro, vivo/morto, pochi/molti, vuoto/pieno, vicino/lontano;, domestico, selvatico.
Verbi: mangiare, volare, dormire, nuotare, saltare, correre
 
Che cosa c'è nel quaderno
 
Un piccolo vocabolario per immagini;
brevi testi con domande di verifica della comprensione;
frasi da completare;
semplici frasi da leggere;
testi per l'apprendimento di termini utilizzati anche nell'area scientifica;
esercizi per individuare la collocazione geografica di alcuni animali conosciuti;
frasi e storie da leggere e illustrare con il disegno.
 
Attività di sviluppo
 
Il lavoro sugli animali e le piante consente di uscire dalle mura scolastiche ed aprire una molteplicità di possibili sviluppi che vanno dall'area scientifica a quella espressiva e creativa. I bambini sono generalmente molto interessati agli animali e alla loro vita; gli animali, inoltre, popolano fiabe, miti e leggende di tutti i Paesi. Iniziando un percorso sugli animali e gli ambienti si apre quindi un ampio ventaglio di possibili attività. Ne illustro alcune con la consapevolezza di non poter essere esaustiva: ogni insegnante in base all'età dei propri alunni, alla classe, alle esperienze già fatte o alla propria programmazione può trovare altre alternative.
 -   Visita ad una fattoria, ad un parco o ad un acquario; fotografare e/o filmare gli animali. Una volta in classe descrivere gli animali e disegnarli. Scrivere brevi frasi come didascalia sotto ai disegni.
-         Creare libretti dedicati a gruppi di animali utilizzando tecniche diverse, dal collage, tradizionale, o con materiali diversi, fotomontaggi, ecc. , scrivendo sotto le immagini semplicemente il nome dell'animale (con l'articolo) oppure brevi frasi.
-         Leggere fiabe molto semplici che hanno come protagonisti gli animali, illustrarle con i disegni, creare "carte" degli animali e degli ambienti.
-         Scrivere con i ragazzi brevi storie da raccogliere in librini di forme, dimensioni e materiali diversi
-         Lavorare sugli animali simbolici nelle diverse culture (non operando solo un confronto fra i "nostri" e quelli appartenenti alla cultura di origine dei nostri alunni)
-         Scegliere  una storia che abbia come protagonisti degli animali  ( o farla scrivere dai ragazzi),  adattarla per una rappresentazione teatrale; preparare i costumi, gli ambienti; mettere in scena
 
Come si vede i lavori  proposti possono essere tranquillamente realizzati con tutta la classe.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Come sei vestito oggi?

 

Le parole da imparare 
Nomi: gonna, maglione, maglietta, pigiama, pantaloni, giubbotto, camicia, giacca, vestito, pantaloncini, tuta, scarpe, stivali, sandali, ciabatte, calze, cappello, guanti, sciarpa, borsa, zaino, occhiali, anello, collana, orologio, orecchini, cintura;
Aggettivi: stretto, largo, colorato
Verbi: tagliare, legare, cucire, mettere, lavare, stirare, avere, piegare, strappare, rompere (al presente indicativo)
Situazioni comunicative: descrivere il proprio abbigliamento, acquistare un capo, chiedere quanto costa
Cosa c'è nel quaderno
 
Un piccolo vocabolario per immagini
Brevi frasi da leggere
Frasi da completare
Frasi da riordinare
Frasi da leggere e da illustrare con un disegno
Brevi testi descrittivi accompagnati da immagini da colorare.
Pupazzetti da ritagliare, colorare e vestire con gli abitini di carta allegati
Brani da leggere con domande di comprensione
Immagini da descrivere
Le coniugazioni proprie e le tre coniugazioni al presente indicativo (riservate ai ragazzi di età superiore ai 12 anni) ed esercizi di verifica
Esercizi di riepilogo
 
Attività di sviluppo
 
Con il quarto quaderno ci occupiamo in particolare dell'abbigliamento e delle azioni ad esso connesse (cucire, lavare, stirare, mettere e così via). Nel quaderno troviamo solo riferimento ad un abbigliamento di tipo occidentale, questo  per evitare di cadere  in stereotipi (tipo il bambino indiano con il turbante in testa o il bambino cinese con il cappellino da contadino) e perché, generalmente, i bambini e i ragazzi vestono più o meno come i loro coetanei italiani.
Come per il quaderno numero tre, possiamo programmare attività specifiche per gli alunni nuovi arrivati, ma anche percorsi che coinvolgano l'intera classe.
I nuovi arrivati hanno sicuramente bisogno di acquisire un primo vocabolario di base, di saper descrivere come sono vestiti o che cosa hanno i propri compagni, ed hanno bisogno, soprattutto i più grandicelli, di saper acquistare un capo di abbigliamento in un negozio o in un mercato. Per questo le prime attività dell'insegnante saranno quelle di invitare i ragazzi a fare descrizioni rispondendo alla domanda "come sei vestito oggi?" o "com'è vestito  X?". Esistono giochi con i quali i bambini si divertono a comporre i personaggi utilizzando pezzi interscambiabili (se non ne abbiamo li possiamo costruire insieme ai nostri alunni): a volte si ottengono risultati che provocano l'ilarità dei ragazzi (ad esempio il signore baffuto con un bellissimo vestitino di tulle rosa e gli scarponi da caccia ai piedi). In alcuni casi è l'insegnante stesso o i bambini che  possono travestirsi o cambiare abbigliamento anche per ottenere risultati buffi. Altro gioco che piace tantissimo ai bambini è quello di costruire bambole di carta da vestire a proprio piacere: l'insegnante può chiedere loro come hanno vestito le bambole, può far disegnare i risultati ottenuti e può far scrivere delle brevi frasi.  Al lavoro linguistico fatto in classe, nel piccolo gruppo si possono affiancare uscite al mercato, ai super mercati, dove i bambini possono simulare l'acquisto di un capo di abbigliamento o delle scarpe.
Insieme  a tutta la classe è possibile invece organizzare un laboratorio di costruzioni di pupazzi e bambole di stoffa( o con altri materiali); se i ragazzi sono più grandi, si possono programmare veri e propri percorsi di riflessione sull'abbigliamento: dal vestito come necessità, al vestito come simbolo di status di potere, dai vestiti per i rituali e le feste ai diversi vestiti per le diverse età, cercando di portare esempi che non provengano solo dalla cultura italiana e da quella dei paesi di origine dei nostri allievi (operando un confronto noi/loro), ma dalle culture di tutto il mondo.

  

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Io, tu, noi……

Le parole da imparare
Nomi: bambino, bambina, ragazzo, ragazza, signore, uomo, signora, donna, nonni, nonno/a, genitori, papà- babbo, mamma, figli, fratello, sorella; testa, collo, petto, spalla, braccio, gomito, mano, pancia, gamba, piede, ginocchio, capelli, orecchio, occhio, naso, bocca, denti, lingua; India, Cina, Russia, Albania, Senegal, ecc. (anche in relazione alle nazionalità presenti nella scuola)
Aggettivi: grasso, magro, anziano, giovane, alto, basso, grande- piccolo (come età); cinese, albanese, russo, senegalese, polacco, rumeno, ecc. (anche in relazione alle nazionalità presenti nella scuola); lisci, ricci, castani; felice, allegro, sorridente, arrabbiato, infelice
Verbi: abitare, venire, sorridere, ridere, arrabbiarsi, piangere
Situazioni comunicative: rispondere a domande relative alla propria famiglia; dire l'indirizzo della propria abitazione; descrivere se stessi o un compagno; rispondere o fare la domanda "Da dove vieni?";  "Mi fa male…" ; Modi di dire
 
Cosa c'è nel quaderno
 
Un piccolo vocabolario per immagini
Brevi testi  con domande di comprensione
Il plurale dei nomi delle parti del corpo
Brevi testi con immagini da colorare
Cartine dove trovare e colorare i paesi di origine
Frasi da completare
Testo narrativo con domande di comprensione
Esercizi sui comparativi
Modi di dire italiani
Esercizi sulle preposizioni articolate derivate da "di"
Il verbo venire al presente indicativo
 
Attività di sviluppo
 
Il quinto quaderno ha lo scopo di sviluppare un vocabolario che consenta di parlare di sé e degli altri. Gli itinerari di sviluppo sono molteplici e ogni insegnante può seguire una fra le diverse proposte del quaderno: è possibile concentrarci in particolare sulla famiglia, sulla descrizione delle persone o sui paesi di provenienza ed i percorsi migratori.
Famiglia: E' un itinerario abbastanza delicato come tutti possono comprendere, anche semplicemente per la frammentazione del nucleo familiare nel percorso migratorio. E' affidata alla sensibilità dell'insegnante la valutazione dell'opportunità o meno di affrontare certi argomenti: ad esempio, anche il semplice indirizzo dell'abitazione può presentare problemi per coloro che non hanno fissa dimora o che comunque si trovano ad alloggiare in situazioni di fortuna. Nel quaderno non troverete domande sul nome dei nonni o dei genitori ai quali i nuovi alunni devono rispondere: alcuni bambini, infatti, possono ignorare il nome proprio dei familiari, considerato come facente parte di tutta quella sfera privata che i più giovani devono rispettare.
Descrizione del corpo- I ragazzi hanno bisogno di saper descrivere una persona fisicamente, ma devono anche saper rispondere ad un medico che vuol sapere i loro disturbi. Per questo, quando affrontiamo il corpo, dobbiamo avere presente anche questa necessità.
Le attività possibili sono molteplici: in particolare sono indicati giochi ed esercizi in palestra nei quali si chiede di piegare le gambe, alzare le braccia, girare la testa, ecc. Con i più piccoli si possono utilizzare tutti quei giochi che servono per l'acquisizione dello schema corporeo. Per i più grandi si possono portare foto, disegni che i ragazzi possono descrivere oralmente e per iscritto . Per rallegrare l'esercizio si possono disegnare personaggi con quattro braccia e tre occhi oppure l'insegnante può descrivere una figura o un bambino sbagliando intenzionalmente ("X Y ha tre piedi e una coda …..). Per imparare a dire che cosa fa male si possono reperire immagini che raffigurano personaggi con piedi rotti, bernoccoli sulla testa (nei fumetti se ne trovano tantissimi): l'insegnante può consegnare ai bambini i dialoghi a fumetti già pronti da assegnare al personaggio, oppure possono essere i ragazzi stessi che scrivono e incollano i fumetti.
Descrizione delle persone - Oltre a quanto detto sopra per il corpo, possiamo inventare altri giochi: facciamo  disegnare o disegniamo noi stessi, se i bimbi sono piccoli, occhi, nasi, bocche, capigliature di diverse forme, dimensioni e colori; questi pezzi andranno poi utilizzati per comporre volti diversi da descrivere e/o disegnare sul quaderno.  Uno dei giochi più utili e che piace molto ai ragazzi è "Indovina chi?" : i ragazzi devono indovinare il colpevole facendo una serie di domande sull'aspetto fisico dei personaggi.
Se non disponiamo di questo gioco possiamo farne uno simile con tutta la classe mettendo in scena un "delitto" al quale naturalmente l'"ispettore" non può assistere. Una volta rientrato  in classe il ragazzo deve indovinare il colpevole con una serie di domande sull'aspetto fisico.
I ragazzi  più grandi possono costruire le proprie carte d'identità e scambiarsele: attraverso delle domande ognuno deve capire  a chi appartiene la carta d'identità che ha in mano l'altro. Il gioco può essere fatto a coppie, in piccolo gruppo o con la classe intera.
 I paesi di origine -  Un lavoro sui paesi di origine e i percorsi migratori  può essere fatto con i ragazzi più grandi: i ragazzi o l'insegnante possono portare immagini, descrivere gli ambienti parlare del clima delle nazioni di provenienza e di quelle eventualmente toccate durante il viaggio di emigrazione; i ragazzi possono parlare dei mezzi di trasporto utilizzati,  del tempo impiegato e delle cose che hanno visto durante il viaggio. Anche questo  lavoro, come quello sulla famiglia, è, come si può ben capire, molto delicato ed anche in questo caso sta alla sensibilità dell'insegnante comprendere fino a dove è possibile spingersi. Un modo per aggirare l'ostacolo è quello di leggere e/o raccontare i viaggi di emigrazione di altri bambini. 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 
 

Che lavoro farò da grande?  
 
 
Le parole da imparare
 
Nomi: cuoco, pescatore, ballerina, operaio, poliziotto, cantante, contadino, pompiere, dottore, pilota di aerei, astronauta, dentista, parrucchiera, soldato, vigile, autista, cameriere, postino, infermiera, negoziante, meccanico; il nome dei mesi; i giorni della settimana; mattina, pomeriggio, sera, notte; primavera, estate, autunno, inverno
Verbi: lavorare, cantare, spegnere, comprare, pescare, giocare, cucinare, ballare, sparare, arrestare, guidare, riparare, portare, vendere
Situazioni comunicative:  dire la data di un giorno, raccontare la propria giornata o la propria settimana a scuola o a casa, parlare del lavoro dei genitori o del lavoro che il ragazzo amerebbe fare da grande.
 
Che cosa c'è nel quaderno
 
Un piccolo vocabolario per immagini
brevi frasi da leggere
maschile e femminile delle diverse professioni
Brevi testi che introducono il passato prossimo
esercizi sul passato prossimo (solo per il terzo livello)
brevi testi suddivisi per livello con domande di comprensione
La data e il calendario
la suddivisione della giornata
la settimana e l'orario scolastico settimanale
i mesi dell'anno, le stagioni e le loro caratteristiche salienti
 
Attività di sviluppo
 
L'unità didattica si articola su due temi: le attività lavorative e il calendario. Le attività possono svilupparsi in maniera integrata o possono essere individuati due percorsi distinti.
Le professioni: anche se può sembrare un argomento per ragazzi più grandi, quasi subito i nostri alunni si trovano di fronte a domande del tipo "che lavoro fanno i tuoi genitori ?" o "che lavoro facevano quando erano in ….?". E' quindi importante fornire un vocabolario che consenta  loro di rispondere in maniera adeguata. 
Si possono organizzare uscite e visite nei luoghi di lavoro: per i più piccoli si può pensare ad una visita alla caserma dei vigili del fuoco, ad una industria alimentare (pastificio, dolciaria …) o ancora ad una fattoria. In base anche alle possibilità offerte dal territorio si può visitare anche un aeroporto o un porto
Durante la visita i bambini filmano o fotografano le persone che lavorano; una volta in classe si rivedono e si commentano le immagini raccolte, si ricostruiscono gli ambienti, si puntualizzano le azioni  svolte dai lavoratori e si può descrivere l'abbigliamento utilizzato. Il tutto può concludersi semplicemente con dei disegni commentati da una breve didascalia (es. "Il cuoco lavora nel ristorante" "il cuoco cucina la carne" ….) oppure le foto o i disegni possono essere raccolti in dei libretti  organizzati per tema (es. "gli abiti per lavorare", "la nostra visita alla centrale del latte" "che cosa fanno i vigili del fuoco" ecc.) o ancora possono essere inventate brevi storie (es. Il pescatore e il delfino,  Mario va dal dottore,  Il cuoco e la pizza pazza e così via).
Per i più grandi possono essere pensati percorsi più sistematici: il lavoro nell'industria, il lavoro nell'agricoltura, la protezione civile, il lavoro nel trasporto pubblico o privato, i negozi, l'ospedale e così via. Le visite saranno dunque organizzate secondo il tema prescelto: le immagini e i filmati raccolti saranno commentati e organizzati come già detto poco sopra.
Come suggerisce il titolo del quaderno, può essere interessante  raccogliere i sogni nel cassetto dei nostri alunni: in questo caso ogni ragazzo parlerà del lavoro che vorrebbe fare da grande, delle caratteristiche di questo lavoro, del percorso di formazione necessario, del perché della scelta. E' un argomento non certo nuovo per la scuola, ma vale la pena affrontarlo in una classe multiculturale perché fornisce preziose informazioni per capire quale è  il progetto migratorio, le aspettative della famiglia e del ragazzo, l'immagine di se stesso e il livello di autostima.
Il calendario Il lavoro sul calendario può essere fatto semplicemente come acquisizione di un vocabolario che consenta ai nostri ragazzi di dire la data del giorno o di un avvenimento (arrivo in Italia, nascita …) e di raccontare la propria giornata od organizzare la propria settimana a scuola, ma può essere stimolante progettare anche percorsi rivolti a tutta la classe  che portino alla conoscenza dei diversi sistemi di calcolo del tempo. Per un approfondimento del tema e per interessanti spunti didattici consiglio la consultazione dei CD rom prodotti dal COSPE  "L'immaginario reciproco" vol. 1 e 2  

 

 
 

 

 

 
 

 

 

 

 

 

Che cosa mangiamo oggi?

 
Le parole da imparare
 
Nomi- La frutta: fragole, banana, ciliegie, uva, mela, arancia, kiwi, limone, ananas, anguria (cocomero), pera, datteri. La verdura: zucca, pomodoro, piselli, peperoncino, carciofi, carote, fungo, mais, melanzana, peperone, patata, cipolla. I dolci: cioccolata, biscotto, pasticcino, gelato, torta, fetta di torta. Le bevande: tè (the), caffè, birra, vino, latte, spumante. Pasta, minestra, riso, panino, carne, formaggio, pesce, pizza. Forchetta, coltello, cucchiaio, bacchetta, piatto, ciotola, tazza, bicchiere, brocca, bottiglia, teiera. Chilo, etto, litro, sacchetto, scatola.
Verbi: mangiare, sbucciare, tagliare, piacere, volere, bere
Aggettivi: amaro, dolce, cotto, crudo, aspro, salato, sciocco, maturo, acerbo, freddo, caldo, buono, cattivo.
Situazioni comunicative: acquistare alimenti; "Ti piace…..?"; "Vuoi ……?" ; "Ne vuoi ancora di ….?"; chiedere un piatto al ristorante.
 
Che cosa c'è nel quaderno
 
Un piccolo vocabolario per immagini
La frutta di stagione (in Italia)
acquistare dal fruttivendolo: breve testo con domande di comprensione.
la frutta del  paese di origine
ricette e giochi da fare con frutta e verdura
Brevi testi con verifiche della comprensione graduate per livello sui dolci e bevande
i dolci delle feste
Ti piace?
Il menù della mensa
Testi per il secondo e terzo livello: "A mensa" ; "Al ristorante"
La tavola
Acquistare un alimento utilizzando unità di misura
L'uso del pronome (no, non lo voglio; si, la voglio……)
 
 
Attività di sviluppo
 
Questo quaderno ha l'obiettivo di sviluppare quelle strutture comunicative che consentono di comunicare a mensa,  acquistare alimenti nei negozi, andare  al bar o al ristorante.
I percorsi possibili di sviluppo sono molteplici, alcuni dei quali già suggeriti all'interno del quaderno.
La prima attività che viene sicuramente in mente è il laboratorio di cucina che, se impostato non solo come momento nei quali i bambini "pasticciano", è invece un importante stimolo linguistico per tutta la classe. Non importa quali saranno le ricette eseguite: potranno essere solo italiane o marocchine  oppure multietniche; ciò che importa è il lavoro linguistico che i bambini sono chiamati a fare.
Una volta decisa la ricetta i bambini devono fare una lista degli ingredienti e degli utensili necessari per la preparazione e la consumazione. Nei giorni successivi si organizzano le uscite per l'acquisto degli ingredienti: se lavoriamo solo con il gruppo dei bambini nuovi arrivati l'organizzazione è semplice, se lavoriamo invece con tutta la classe occorre  suddividere i bambini in gruppi che usciranno a turno con un insegnante. Saranno i bambini, chiaramente, che faranno le compere. Una volta ottenuti gli ingredienti, può iniziare la fase della realizzazione pratica cercando di organizzare il lavoro in modo che tutti possano fare  qualcosa e soprattutto dire qualcosa: il ruolo dell'insegnante sarà dunque quello del facilitatore delle comunicazioni. Una volta realizzata la ricetta  i bambini ne potranno rappresentare le fasi del lavoro con il disegno e delle brevi didascalie oppure potranno rielaborare la loro esperienza sotto forma di testo narrativo.
 Se lavoriamo con alunni più grandi possiamo far scrivere prima la ricetta e poi, insieme ai ragazzi, provare a realizzarla seguendo alla lettera ciò che è stato scritto. Può essere divertente  dividere la classe a gruppi e far scrivere ad ogni gruppo  ricette diverse che saranno scambiate e realizzate. Succederà talvolta che i ragazzi non riusciranno ad eseguire bene la ricetta, perché mancano passaggi fondamentali: questo potrà essere occasione di riflessione e discussione in classe sulla necessità di esplicitare tutti i passaggi.
 
Al di là del laboratorio di cucina possono essere tantissime le attività  da utilizzare per lavorare con i bambini sugli alimenti: dai giochi con nomi di frutta e verdura (i bambini giocano ad esempio a "Lupo mangia frutta"), agli indovinelli (è rotonda, ha la buccia rossa o gialla, che cos'è?), alle attività fatte utilizzando sempre frutta e verdura (ad esempio gli stampini fatti con le patate o le stampe fatte con la frutta e la verdura tagliata e passata nel colore).
Possiamo inoltre impostare un percorso sui cibi delle feste (e quindi riflettere sul significato del cibo nelle culture prese in considerazione, dei rituali che spesso sono associati a questi cibi ecc.) o organizzare noi stessi delle feste (anche inventate o che restino virtuali es: la festa dei paperi starnazzanti, la festa delle biciclette senza ruote, e così via) che comportino la stesura della lista degli invitati, dei cibi e delle bevande da preparare, degli ingredienti da acquistare ecc. ecc.
Non sarebbe male, infine, sfruttare il momento della mensa per lavorare anche linguisticamente con i nostri ragazzi o creare, di tanto in tanto, delle occasioni nelle quali i ragazzi possano pranzare insieme, magari anche al ristorante: ricordiamoci che le attività piacevoli e il clima rilassato hanno sempre una influenza positiva sull'apprendimento!

 

 

 

 
 
 
 
 

Giochiamo insieme?

Le parole da imparare
Nomi: pallone, palla, bambola, dadi, pattini, aquilone, cavallo a dondolo, orsacchiotto, soldatino, trenino, macchinina, freccette, scacchi, gioco dell'oca, domino, arco, calcio, carte, corda, pallavolo, basket, nascondino, acchiappino, elastico, figurine, partita, squadra.
Verbi: giocare, saltare, correre.
Aggettivi:  fortunato, sfortunato, divertente, noioso, facile, difficile, preferito.
Situazioni comunicative: descrivere un gioco, dare istruzioni per costruire un gioco, partecipare ad un gioco di squadra; "Giochi con noi?", Giochiamo?"….
 
Che cosa c'è nel quaderno
 
Un piccolo vocabolario per immagini
Brevi testi divisi per livello con domande di verifica della comprensione
Il gioco preferito
Frasi da completare secondo le indicazioni:
chi gioca? con che cosa? con chi? dove?
Testi con esercizi per la verifica della comprensione
Testi riservati al secondo e terzo livello che introducono l'imperfetto
L'imperfetto.
Esercizi sull'imperfetto riservati al terzo livello
Schede per la costruzione di giochi
 
Attività di sviluppo
 
Giocate! Giocate in palestra, all'aria aperta, in classe, nel corridoio. Una parte della giornata e anche delle lezioni di lingua deve essere riservata ad attività piacevoli e ludiche: abbassano il livello di ansia creano situazioni coinvolgenti e autentiche che motivano i ragazzi alla comunicazione. Per insegnare l'italiano il docente può utilizzare molti dei giochi che i ragazzi fanno normalmente: dal gioco dell'oca alla tombola, dal memory al domino, dai cruciverba agli indovinelli, dai giochi con la palla ai girotondi.  Non solo possiamo utilizzare i giochi già in commercio per sviluppare e consolidare le conoscenze linguistiche, ma i ragazzi  ne possono  costruire molti altri, ad esempio possiamo preparare una tombola degli oggetti della scuola,  degli animali o dei giocattoli, oppure un domino con parole o ancora giochi a percorso con domande, indovinelli  o giochi dell'oca. A questo proposito consiglio di consultare alcuni materiali editi dal COSPE nei quali si possono trovare spunti di lavoro e giochi utili per l'apprendimento della lingua:  i cd-rom "L'immaginario reciproco" vol. I e II,  il cd rom per l'apprendimento dell'italiano e del cinese "Xiaolong, piccolo drago", il cd rom per l'apprendimento dell'italiano e dell'arabo "Gioca e impara" e il "Kit di giochi plurilingue".
Con la classe intera possiamo organizzare laboratori sul gioco; i percorsi  da scegliere sono tantissimi, suggerisco solo le direttrici principali: il gioco nella storia (nella preistoria, nelle diverse civiltà), giochi del passato (giochi dei nonni e dei genitori), il viaggio dei giochi (es. il viaggio del gioco del tangram), "paese che vai, gioco che trovi" (giochi di varie paesi del mondo), "giochi comuni, culture diverse" (giochi che si trovano pressoché identici in tutte le culture) o ancora "variazioni sul gioco" (stessi giochi, ma con variazioni di regole in culture o gruppi diversi es. il gioco della campana  che si  ritrova in tanti paesi, ma con versioni differenti della forma disegnata per terra e delle regole da seguire).  Nelle attività di laboratorio dovrebbe essere naturalmente inclusa la costruzione dei giocattoli e soprattutto dovrebbero essere sempre previsti momenti nei quali si fanno i giochi che i ragazzi  hanno raccolto durante le loro ricerche sui libri o  con le interviste  e momenti nei quali si gioca  con ciò che i nostri alunni hanno costruito.