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le vostre esperienze sui laboratori, sui progetti, sulle
proposte avviati nelle scuole nell'ambito
dell'insegnamento dell'italiano Lingua 2 e dell'intercultura.
- CONTRIBUTI:
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PROGETTO ME
TOO
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- Liceo Scientifico "C. Livi" Prato
- ANNO SCOL. 1999 - 2000
- LINGUA INGLESE
- RELAZIONE DOCENTE - PROF.SSA GLORIA PICUCCI
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- SCENARIO
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- Gli alunni che costituiscono
il gruppo Intercultura sono prevalentemente di lingua cinese,
con l'inserimento successivo di due alunni pakistani, d'età
compresa fra i 15 e i 18 anni, provenienti da diverse classi
prime o seconde delle varie sezioni sia dello scientifico sia
della sperimentazione linguistica.
- La conoscenza della lingua
inglese, di conseguenza, è estremamente diversificata così
come è risultato differente il livello personale di
motivazione per ore aggiuntive di lingua inglese in un orario
predisposto ad hoc.
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- ORGANIZZAZIONE DELLE LEZIONI
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- La docente ha dato la propria
disponibilità per 1 ora aggiuntiva ogni settimana. Il corso
ha avuto inizio nel mese di Novembre 1999 e si è concluso a
Maggio 2000.
- Durante la prima ora di
lezione la docente ha illustrato agli alunni, intervenuti
numerosi, che il corso era raccomandato ma non obbligatorio,
che si sarebbe trattato di ripresa ed approfondimento di forme
di lingua soprattutto parlata, e che lo scopo sarebbe stato
l'approfondimento delle abilità linguistiche di base.
- In conseguenza di ciò, nelle
lezioni successive, la frequenza degli alunni che già avevano
un livello di abilità nella lingua inglese pari o superiore
al Livello Soglia, in particolare di molte alunne che
frequentano la classe prima o seconda della sezione
linguistica, è notevolmente calata fino a interrompersi.
- In sostanza, gli alunni che
hanno frequentato il corso fino alla fine sono stati soltanto
tre.
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- CONTENUTI
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- Come già detto, il corso era
rivolto principalmente a quegli alunni che avevano necessità
di ripresa e pratica di forme comunicative semplici e che
necessitavano di sviluppare maggiore accuratezza nella
produzione orale. La
docente ha quindi insistito sulla presentazione ciclica di
funzioni comunicative di base quali:
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presentarsi;
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parlare di sé, descriversi;
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descrivere routine;
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chiedere e dare informazioni;
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descrivere luoghi e dare indicazioni stradali;
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leggere testi brevi e descrivere attività;
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raccontare di sé;
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- Il lessico selezionato è
quello relativo al Livello Soglia: è stato presentato e
ripreso ciclicamente, in considerazione del fatto che il grado
di competenza degli alunni che hanno frequentato fino alla
fine era piuttosto limitato.
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- METODOLOGIE - STRUMENTI
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- Il tipo di approccio scelto è quello "comunicativo - funzionale",
con tutte le implicazioni conseguenti.
- In particolare, allo scopo di
motivare gli alunni, la docente è ricorsa anche all'uso di
tutti i tipi di risorse disponibili, limitando al minimo l'uso
del libro di testo, per evitare ripetizioni noiose:
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materiale in fotocopia;
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casette audio;
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cassette video;
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uso di vari CD-Rom;
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collegamento ad Intemet.
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- VALUTAZIONE del CORSO
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- Poiché si è trattato di un
corso a frequenza raccomandata, come uno sportello di recupero
per gli alunni con maggiori difficoltà, il lavoro è stato
svolto in modo intensivo, quasi ad personam, e la docente ha
mirato a renderlo il più motivante possibile, cercando di
variare sia i contenuti, sia il tipo di approccio,
sia gli strumenti per ogni singola lezione.
- Come detto, c'è stata una
specie di "auto-selezione naturale" da parte degli
alunni, quando si rendevano conto che la lingua proposta era
già conosciuta e hanno preferito continuare la frequenza
delle materie concomitanti nell'orario curricolare.
- Un altro problema si è
manifestato successivamente, segnatamente la defezione di
alcuni alunni che hanno interrotto la frequenza
definitivamente, probabilmente a causa di necessità
famigliari e il continuo ricambio di alunni, che iniziavano la
frequenza in ogni momento dell'anno scolastico, per poi
diradarla o interromperla.
- Tutto questo ha fatto sì che
l'assimilazione della lingua straniera sia stata parziale o
insufficiente. A
ciò si è sommata la cronica mancanza della “riflessione
personale" sulla lingua, in altre parole lo svolgimento
individuale degli esercizi a casa.
E' fondamentale l'uso della lingua straniera in classe
ma, perché abbia luogo un reale apprendimento, è comunque
necessaria una fase di reimpiego personale, che consolidi
quanto si è imparato nell'attività svolta col docente.
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- D'altro canto le ore svolte
non sono state numerose per tutti gli impegni contemporanei
della docente nei giorni centrali della settimana e a causa
delle interruzioni festive.
- L'apprendimento e il
consolidamento, quindi, della lingua inglese da parte degli
alunni non sono
- stati soddisfacenti.
Persistono errori sia nella produzione orale sia,
maggiormente, nella produzione
- scritta; il lessico acquisito
è minimo e talvolta stentato a causa di interferenza
linguistica e sovrapposizione dell'apprendimento di due lingue
diverse.
- La docente ha inoltre
riscontrato la difficoltà piuttosto preoccupante relativa
alla diversità concettuale che non trova corrispettivi nella
"traduzione" meramente linguistica: per esempio una
parola come building – edificio, ha sollevato perplessità
da parte degli alunni durante la presentazione di una breve
lettura poiché non si riusciva a capire a quale tipo di
costruzione facesse riferimento (si parlava di old buildings e
anche di altri tipi di buildings).
- In conclusione, anche
l'insegnamento della lingua inglese che, dall'estemo,
sembrerebbe più semplice per un target di alunni cinesi,
solleva difficoltà sia nell'attuazione che nelle aspettative
di risultati, ma bisogna considerare tutte le obbiettive
limitazioni che una sperimentazione di questo tipo, in una
situazione così nuova, naturalmente comportano.
- Alla luce di quanto si tenta e
si verifica di giorno in giorno, in futuro si potranno mettere
in atto strategie e contenuti sempre più appropriati e
pertinenti, che sollecitino un'adeguata risposta da parte
degli alunni di altre lingue madri.
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- Prato, 27 Maggio 2000
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- PROPOSTA
DI LAVORO SULL'INTERCULTURA INVIATA DAL PROF. LUIGI VISONA'
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- Migrazioni
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- Scheda
di presentazione
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- L’insegnate
di Laboratorio Linguistico
- per
gli alunni extracomunitari
- Filomena
Gentile
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- Anno
scolastico 1999/2000
- Bambini
cinesi, piccoli artisti
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- A
conclusione dell’anno scolastico, presso la scuola elementare
“D. L. Milani” di San Pietro a Ponti (FI), si è svolta una
mostra di disegni presentata dagli alunni di nazionalità cinese,
che frequentano la scuola. Hanno preso parte alla manifestazione i
compagni di classe, le insegnanti e i genitori degli stessi alunni.
- L’attività
grafico-pittorica rappresenta un’espressione privilegiata nel
campo didattico-pedagogico.
- Attraverso
il disegno, infatti, I bambini hanno dato sfogo ai loro vissuti
che diversamente sarebbero rimasti nascosti.
- L’attività
pittorica come la musica esprimono quei valori universali che
accomunano i popoli senza distinzione di razza, di lingua, di
religione. Attraverso il disegno i ragazzi hanno espresso il
rispetto per la propria e l’altrui cultura, il bisogno di
convivenza, di amicizia, di solidarietà.
- Anche
i bambini più timidi e riservati hanno saputo raccontarsi
mediante il colore, rompendo il silenzio per dar voce al ricordo
di persone, luoghi o cose lasciate nel paese d’origine.
- Ed
ecco spuntare un bel fiore rosso su un foglio bianco, con su
scritte le parole: ciao, …. fiore… sia in lingua cinese che in
lingua italiana, rappresentato da Zhang di classe III. Tanti fogli
sono stati occupati da bambini o bambine dagli occhi a mandorla
dai caratteristici nomi, tipici della cultura cinese: Bella della
Luna, Profumo di neve, Rosa dell’Aurora, Piccola Tigre, Colui
che sogna di diventare l’uccello d’oriente.
- Si
sono espressi così gli alunni Xinya, Bin Bin, Lin di III, Lidan,
Zhengchai, Linsin di IV, Qin, Jiamei di V.
- E
che dire di quel “Drago buono” che tanto affascina la fantasia
dei bambini cinesi, ma che ormai ha conquistato anche la fantasia
dei bambini italiani?
- Quan
di V si è espresso con la solita originalità, presentando un
cartellone con motivi di origami: tulipani, uccelli, tartarughe,
disposti in perfetta simmetria orientale.
- Bei
Bei di IV, Zhengjan e Guo Bao di V hanno sfoggiato una ricca
produzione di motivi orientali, su cui primeggia un bellissimo
esemplare di Panda, che dalle foreste della Cina, suo habitat
naturale, grida al rispetto e alla salvaguardia della natura.
- Sono
stati ancora evidenziati altri temi della cultura cinese come: le
feste cinesi, le ombre cinesi e la cucina.
- Fra
le diverse festività ha avuto una particolare risonanza la festa
dell’Amicizia, che ricorre ogni anno il 1° del mese di giugno.
Il teatro delle ombre cinesi si anima sotto l’effetto magico
delle mani, che esposte ad una sorgente luminosa proiettano
simpatiche figure su una zona d’ombra, capaci di suscitare
creatività, fantasia e divertimento sia per i piccoli che per i
grandi.
- Non
poteva mancare “un assaggio” della cucina cinese: dal riso con
l’uvetta, al pollo alle mandorle, il tutto accompagnato da un
ottimo thé servito in un'elegante teiera.
- La
manifestazione si è conclusa con un canto in lingua cinese sulle
note “dell’amicizia”.
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